02May2015

Il Consorzio Tiberina lancia una “rete” lungo il Tevere

 Il fascino esercitato dal Tevere su romani e visitatori può essere racchiuso in una strofa, la prima de “Er Barcarolo”, forse lo stornello più famoso dedicato al Fiume.


[…] Quanta pena stasera…
c’è sur fiume che fiotta così
sfortunato chi sogna e chi spera
tutti ar monno dovemo soffrì
Sì c’è n’anima che cerca la pace
può trovalla sortanto che qui…
Er barcarolo va contro corente
e quanno canta l’eco s’arisente
sì è vero fiume che tu dai la pace
Fiume affatato fammela trovà… […]

Invocato come se fosse un dio, fin dall’antichità il Tevere ha rappresentato il cuore pulsante della vita e dei commerci dell’Urbe; finché non furono alzati i muraglioni ad inizi Novecento. Ma anche dopo, fino a metà degli anni ’50, l’ancora balneabile Rumon, Albula o Tiber (tre dei nomi che hanno identificato il Tevere nella storia) ha mantenuto un ruolo fondamentale, soprattutto come luogo di svago dei giovani romani.

Immagini di ragazzi che trascorrono il tempo e si divertono lungo le sue acque sono infatti immortalate in dipinti, fotografie, e in particolare in alcune pellicole: Vacanze Romane (William Wyler, 1953), Poveri ma belli (Dino Risi, 1956), Era notte a Roma (Roberto Rossellini, 1960), Accattone (Pier Paolo Pasolini, 1961) sono alcune tra le più belle pagine del rapporto d’amore tra il fiume e la sua città. Ma il Tevere non è solo Roma o i romani, bensì un patrimonio italiano che si radica nel territorio dove scorre: Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana, Umbria.

Questa macro-regione, definita Tiberina, viene trattata unitariamente a livello burocratico (indipendentemente dalle suddivisioni amministrative) con l’obiettivo di difendere suolo e sottosuolo, di provvedere al risanamento delle acque, alla fruizione e gestione del patrimonio idrico e alla tutela degli aspetti ambientali nell’ambito dell’ecosistema idrografico. La programmazione e la pianificazione degli interventi per l’intera area sono affidati all’”Autorità di bacino del fiume Tevere” (istituita a seguito dell’art. 13 della legge del 18 maggio 1989, n. 183) il cui Comitato Istituzionale comprende la rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di quattro Ministeri, e delle sei Regioni interessate. È proprio la salvaguardia ambientale alla base del progetto di sviluppo sostenibile che vede il “Consorzio Tiberina – Agenzia di sviluppo per la valorizzazione integrale e coordinata del Bacino del Tevere” sperimentare un nuovo modello di interazione pubblico/privato sia orizzontale (fra Comuni, sistemi di imprese, cittadini organizzati, etc.) che verticale (fra livelli di governo del territorio), nell’ambito di Soggetti consorziati e non.

Il Consorzio Tiberina, soggetto senza finalità di lucro costituito nel gennaio 2010, ha sede principale a Roma e succursali nel territorio del bacino idrografico del Tevere. Ad oggi comprende 62 Consorziati, fra cui 7 dalle Università (interi Atenei o “centri di costo/spesa”), 20 dagli Enti Locali delle 6 Regioni del Bacino del Tevere (Province e Comuni), 1 Fondazione, Associazioni e Onlus a carattere internazionale e nazionale, Imprenditori, Associazioni di Imprese, Media, altri Enti e Associazioni del territorio. Il Consorzio ha stipulato protocolli e convenzioni legati a ricerca, comunicazione e co-marketing con diversi soggetti (Roma Capitale, Banca Impresa Lazio, APT Umbria, UNI – Ente Nazionale Italiano di Unificazione, Istituto di Ricerca sulle Attività Terziarie del C.N.R., ed altri), ha ottenuto 6 Alti Patronati del Presidente della Repubblica, oltre a numerosi Patrocini, e promuove correntemente interscambi nell’ambito di partenariati dell’UE e progetti inseriti in iniziative promosse dalla Commissione Nazionale Italiana dell’UNESCO.

L’obiettivo del Consorzio è di svolgere le funzioni di agenzia di sviluppo per creare un “marchio” indicativo del Bacino (sotto il nome di Tiberina), legato ai territori attraversati dal fiume e dai suoi affluenti (Paglia, Nera, Aniene, Chiascio, Turano, etc.) in un’area con una propria unità storico-geografica che consenta di aggregare un forte interesse su progetti concreti.  “Fare sistema” e “mettersi in rete” non sono solo slogan (e lo dimostra la precedente costituzione dell’Associazione “Amici del Tevere”, nel marzo 2008, vero e proprio motore culturale del Consorzio): le interazioni fra luoghi di produzione e consumo, fra luoghi di residenza e di lavoro, i legami antropologico-culturali fra grandi città e periferie rappresentano un’opportunità reale per le comunità più piccole, e per i centri esclusi dai principali circuiti di promozione e sviluppo, di creare una strategia comune puntando sull’integrazione del territorio del Centro Italia. Partendo dalla Capitale si vuole dunque risalire il Tevere, costruendo attorno al suo bacino idrografico (che tocca poco meno di 350 Comuni, un territorio di circa 17.375 kmq grande come il Lazio) un progetto euro-mediterraneo che valorizzi uno dei volti “tipici” dell’Italia: un patrimonio di risorse naturalistiche, architettoniche, archeologiche che costituiscono la spina dorsale e l’identità culturale del nostro Paese. Innovazione, sostenibilità e sussidiarietà sono le parole chiave per dar vita ad un’offerta turistica e culturale qualificata in un’ottica di marketing territoriale. A tal scopo, il Consorzio si propone di promuovere un’azione di “certificazione” verso quanti lo richiedano – strutture ricettive, agenti turistici, produttori agroalimentari; esercizi che saranno catalogati in un portale per valorizzare i migliori – attraverso protocolli e controlli rigorosi (con modalità simile a quella di enti di certificazione secondo norme ISO): un modo per garantire i consumatori-fruitori dell’area del Bacino secondo principi di genuinità e nel rispetto dell’identità territoriale. Sono anche in programma iniziative legate all’urbanistica, alle energie rinnovabili e, in generale, alla qualità della vita: attività culturali e micro-museali, artigianato, valorizzazione dei prodotti tipici con percorsi enogastronomici, attività ricreative (escursionismo, sport all’aria aperta), ecoturismo, costruzione di piste ciclabili, navigabilità interregionale delle acque interne. Come avviene per i grandi fiumi europei, sta nascendo un nuovo rapporto della popolazione con il proprio fiume, il Tevere. Lo sviluppo di questi progetti, oltre a portare lavoro, consentirebbe il recupero (anche edilizio) di borghi e risorse abbandonate nei piccoli centri, favorendo un percorso di ripopolamento in molte zone dove i giovani non hanno altra possibilità che andarsene. Negli ultimi mesi, inoltre, sono stati formulati una serie di “progetti integrati”: di particolare interesse uno per le Scuole della Regione Lazio (ma con prospettiva interregionale) e un altro sottoposto all’UE per il “restauro” del Tevere dal punto di vista ecologico-chimico attraverso tecniche di innovazione sociale e servizi web, in accordo con altri territori (come nel recente “progetto Via Clodia”, rivolto al più ampio sistema Tiberina-Tuscia-Maremma).

La politica per la coesione territoriale secondo il principio di sussidiarietà (coerente con gli articoli 118 e 119 della Costituzione Italiana e con l’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) richiede “interventi speciali” per promuovere uno “sviluppo armonico” e per “rimuovere gli squilibri economici e sociali”, coordinando i soggetti interni ed esterni al territorio. Lungo il Tevere questa politica si sta realizzando tramite un “Contratto di Fiume”, per promuovere ed avviare progetti strategici interregionali che potrebbero essere una via d’uscita dall’attuale situazione di crisi, basati o a supporto della risorsa “Fiume Tevere”; una sorta di “stati generali permanenti” sulla regione Tiberina veramente innovativi nel panorama italiano.