02May2015

Parma si sveglia sott’acqua, Genova conta le perdite… e i manager del disastro sono premiati

Se a Genova l’allarme maltempo è rientrato, oggi è Parma a svegliarsi sott’acqua


«Il sindaco di Parma dice che questi eventi devono essere sempre più previsti e gestiti – commenta il Presidente di Konsumer Italia Fabrizio Premuti – allora mi domando perché ciò non avvenga. Siamo ancora tutti scossi per il disastro di Genova, che dobbiamo fare la conta di nuovi danni, oltre ai disagi e alla paura che colpiscono i cittadini.

È vero che in poche ore è caduta una quantità d’acqua equivalente a mesi, ma è intollerabile che non si riesca ad agire per tempo ed è vergognoso che nulla sia stato fatto per mettere in sicurezza il territorio dove è ben certo che determinati avvenimenti si ripetono». Malgrado in Liguria l’emergenza sembra passata, l’allerta meteo rimane in tutto il Nord Italia: in particolare in Emilia e in Piemonte (ci sono frane e sfollati nell’Alessandrino), ma anche Veneto e Toscana hanno vissuto ore difficili, a causa di piogge intense e trombe d’aria. E mentre si fa la stima dei danni, a Genova quattro dirigenti finiscono nella bufera per aver riscosso i «premi di risultato» per la messa in sicurezza del territorio; un totale di 40 mila euro incassati lo scorso giugno.

Fra loro c’è anche l’ingegnere imputato per inondazione colposa per l’alluvione del 2010 (si è messo in tasca 9.405 euro). «Una beffa, è ora di finirla con questi super premi mentre il Paese è in ginocchio e le città sono sommerse dal fango anche per colpa di chi, invece di chiedere scusa, viene premiato. È un’indecenza e ? conclude Premuti ? vorrei proprio sapere quando qualche Governo illuminato (se mai ne esistesse uno) metterà mano alle coperture assicurative per danni catastrofali, legandole alle vendite degli immobili come obbligatorie e concedendo sgravi fiscali sul restante patrimonio immobiliare privato, per chi le contrae. L’unico modo per salvarsi dall’incuria e dall’inefficienza pubblica è l’autodifesa, ed è bene ricordarsi che lo Stato non interviene più a sostegno dei privati danneggiati: se soli dobbiamo essere, che ci si dia almeno la possibilità di difenderci».